Poco oltre il ventesimo miglio della via Cassia si apre la valle di Baccano, un antico cratere vulcanico di circa tre chilometri di diametro, oggi coperto di boschi e coltivi, con due piccoli laghi sul fondo.
In epoca romana qui sorgeva una mansio, una stazione di sosta dove chi viaggiava sulla consolare poteva cambiare i cavalli e passare la notte. Il nome Baccano compare nelle fonti medievali e nei racconti dei pellegrini diretti a Roma, che attraversavano la valle prima di affrontare l'ultima tappa.
Oggi il cratere è un paesaggio quasi silenzioso, dove il profilo delle colline racconta ancora l'origine vulcanica del territorio a nord della città.
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