A Castel del Monte la 'Culla della Transumanza' dove i vicoli sono tunnel per pecore e il campanile batte il tempo della polenta!
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A Castel del Monte la 'Culla della Transumanza' dove i vicoli sono tunnel per pecore e il campanile batte il tempo della polenta!

A poco più di un paio d'ore di macchina da Roma, incastonato sul versante meridionale del Gran Sasso, si erge Castel del Monte, uno spettacolare borgo-fortezza abruzzese famoso non solo per aver fatto da set al cinema internazionale, ma soprattutto per la sua bizzarra urbanistica 'a misura di gregge'. Nel Medioevo, per proteggersi dal freddo glaciale e dagli assalti dei briganti, i pastori idearono una rete labirintica di viuzze interamente coperte, chiamate 'sporti': veri e propri tunnel scavati nella pietra che permettevano agli abitanti e a migliaia di pecore di spostarsi al coperto senza calpestare un solo centimetro di neve. La curiosità più divertente riguarda però il campanile e le antiche consuetudini della comunità pastorale. Fino all'inizio del Novecento, il rintocco della campana civica non annunciava soltanto le preghiere o gli allarmi, bensì scandiva il momento esatto in cui nei calderoni di rame era pronta la polenta comunitaria, radunando i pastori prima dell'uscita verso i pascoli di Campo Imperatore. Guai a chi attardava il gregge all'interno degli 'sporti': una rigorosa usanza locale multava chiunque bloccasse il traffico delle pecore nei passaggi voltati, costringendo il ritardatario a offrire una porzione di Canestrato a tutto il rione. Ancora oggi passeggiare tra queste gallerie di pietra calcarea regala la sensazione di addentrarsi in una fortezza pensata più per le mandrie che per le carrozze. Per i romani in cerca di un fine settimana lontano dal caos cittadino, Castel del Monte rappresenta la meta perfetta: un tuffo in un Medioevo montano dove il traffico dell'ora di punta non era fatto di utilitarie, ma di decine di soffici musi lanosi guidati dal suono delle campane.

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