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A Civita Castellana c'è il Carnevale del carnefice distratto: quando il condannato fuggì tra i coriandoli!
A Civita Castellana, ridente cittadina della Tuscia a meno di un'ora di macchina da Roma, la tradizione del Carnevale è una faccenda serissima che affonda le radici in secoli di goliardia sfrenata. Secondo le cronache d'archivio d'epoca pontificia, proprio durante i festeggiamenti del martedì grasso accadde un episodio che lasciò a bocca aperta magistrati e gendarmi: un malcapitato condannato alla gogna pubblica riuscì a svanire nel nulla approfittando della distrazione del boia locale.
Il carnefice, ingolosito dalle frittelle offerte dai tavernieri e rapito dal corteo mascherato, allentò la presa sulla sorveglianza per scambiare due chiacchiere e bere un bicchiere di troppo. Aiutato dalla folla rumorosa che lo scambiò per una maschera satirica e lo coprì di coriandoli e farina, il prigioniero si liberò dai ceppi con fare circense, si infilò un cappuccio trapanato di piume e si confuse tra i carri allegorici, guadagnando la fuga verso le gole tufacee circostanti.
Quando la sbornia festiva si dissipò, le autorità dovettero redigere un verbale imbarazzatissimo per Roma, dichiarando che il reo si era letteralmente dissolto nell'allegria generale. Ancora oggi, a Civita Castellana, il Carnevale viene celebrato con uno spirito irriverente e travolgente, ricordando a tutti che una bella risata può persino scardinare le catene più pesanti.
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