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A Ferentino c'è il colpo di scena del testamento sull'intonaco: l'incredibile lapide che finanziava merendine e noci per tutti i ragazzini!
Se pensavate che il concetto di merenda gratis fosse un'invenzione dei moderni comitati scolastici, dovreste fare un salto a Ferentino, nel cuore della Ciociaria. Proprio lungo la facciata dell'antico mercato coperto romano, si trova infatti l'epigrafe monumentale di Aulo Quintilio Prisco, un ricco magistrato locale che duemila anni fa decise di farsi ricordare non con una noiosa statua equestre, ma prendendo la cittadinanza per la gola.
Nel suo testamento, inciso per l'eternità sulla roccia affinché nessun funzionario furbetto potesse far finta di nulla, Quintilio lasciò una rendita perpetua al municipio destinata a scopi nobilissimi: offrire regolarmente vino e focacce agli adulti, e soprattutto distribuire noci e piccoli dolciumi a tutti i bambini della città. In epoca romana le noci erano l'equivalente dei giocattoli e delle biglie, quindi il generoso benefattore aveva praticamente istituito una festa patronale permanente con scorte di dolci a carico della sua eredità.
Per i romani in gita fuori porta lungo la via Casilina, la grande lapide è una tappa obbligata che fa ancora sorridere: un'autentica delibera scolpita nella pietra viva che garantiva a intere generazioni di scolari un meritato spuntino senza spendere un solo sesterzio.
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