A Foligno i nobili si portavano la panchina da casa: gli 81 'Canapè' riservati alle terga aristocratiche!
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A Foligno i nobili si portavano la panchina da casa: gli 81 'Canapè' riservati alle terga aristocratiche!

Se pensate che il concetto di 'posto prenotato' sia un'invenzione moderna dei cinema o degli stabilimenti balneari, dovreste fare una passeggiata a Foligno, splendido centro umbro a meno di due ore di treno da Roma. Qui, lungo la passeggiata alberata che costeggia le antiche mura medievali, nel Settecento i nobili locali decisero che camminare andava bene, ma condividere una panchina con il popolo proprio no. Nacquero così i celebri 'Canapè': ottantuno eleganti sedili in muratura a forma di esedra, ciascuno finanziato e fatto costruire a proprie spese dalle famiglie notabili cittadine per il proprio esclusivo riposo pomeridiano. La regola dell'epoca era rigidissima: ogni casata aristocratica possedeva il proprio divanetto in mattoni e travertino, e guai al cittadino comune che avesse osato appoggiarvi le terga durante lo 'struscio' serale. Era una vera e propria lottizzazione del relax pubblico, dove il prestigio sociale si misurava a colpi di cuscini e chiacchiere all'ombra delle mura. Una sorta di privè a cielo aperto ante litteram, pensato per godersi il passeggio senza mescolarsi alla plebe. Oggi, fortunatamente per i visitatori in arrivo dalla Capitale e per i folignati di ogni ceto, le barriere di classe sono crollate e chiunque può comodamente accomodarsi su questi storici divani di pietra. Resta però il gusto unico di sedersi su quello che fu il monumento più raffinato – e vanitoso – alla pigrizia aristocratica del Granducato e dello Stato Pontificio.

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