A Narni la beffa della grata segreta: quando i consiglieri comunali votavano al buio con le palline!
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A Narni la beffa della grata segreta: quando i consiglieri comunali votavano al buio con le palline!

Se pensate che le votazioni segrete siano un’invenzione moderna fatta di cabine elettorali e schede piegate con rigore, a Narni – splendido borgo umbro a solo un’ora abbondante da Roma – vi dimostreranno che nel Medioevo l'arte di nascondere le preferenze politiche era già a livelli olimpici. All'interno del medievale Palazzo dei Priori, i governanti locali adottavano un singolare meccanismo per evitare che i colleghi scoprissero le loro antipatie politiche e ne scaturissero le consuete risse di piazza. Il rito prevedeva l'uso del 'bossolo', una cassetta di legno con doppio scomparto celata dietro una grata di metallo sagomata. I consiglieri infilavano la mano con la manica ben calata dentro il dispositivo e lasciavano cadere due palline colorate – una bianca per il sì e una nera per il no, da cui l'espressione 'imbussolare' e la temuta 'pallottola' dell'esclusione. Nessuno intorno poteva scorgere in quale fessura finisse la pallina, garantendo l'anonimato più totale persino ai notabili più timorosi delle ritorsioni. Una gita fuori porta a Narni regala così una lezione di democrazia d'altri tempi, dove la privacy non dipendeva dagli algoritmi o dalle tessere magnetiche, ma da un tocco di falegnameria furba e da una manciata di palline di legno perfettamente levigate.

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