A Narni la campana dell'oblio: quando il podestà puniva con una multa salata chi non dimenticava i rancori!
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A Narni la campana dell'oblio: quando il podestà puniva con una multa salata chi non dimenticava i rancori!

A meno di un'ora e mezza di treno o automobile da Roma, il borgo umbro di Narni nasconde negli archivi dei suoi antichi statuti comunali una norma che farebbe la fortuna di molti psicologi moderni. Nei secoli passati, le autorità cittadine decisero di dichiarare guerra aperta alle liti familiari e alle faide interminabili che avvelenavano la convivenza tra vicini, introducendo un provvedimento tanto insolito quanto perentorio: l'obbligo di fare pace al tocco dei rintocchi civici. Al suono della campana designata a sancire la concordia tra le fazioni cittadine, chiunque fosse stato coinvolto in una disputa doveva deporre ogni rancore e suggellare pubblicamente la riconciliazione. Per chi si ostinava a tenere il muso lungo o osava riaprire vecchie discussioni per futili motivi dopo il rito ufficiale, scattavano sanzioni pecuniarie salatissime, con multe comminate dal podestà e il rischio concreto di finire dritto alla gogna per turbativa dell'ordine pubblico. Una lezione di civiltà d'altri tempi che oggi farebbe tremare qualsiasi amministratore di condominio della Capitale: a Narni serbare rancore non era solo un peccato di superbia, ma un vero e proprio reato contro le casse e la quiete del Comune.

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