A San Gemini c'è la Fontana degli Incauti: il getto birbone che faceva la doccia a chi voleva bere
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A San Gemini c'è la Fontana degli Incauti: il getto birbone che faceva la doccia a chi voleva bere

Se pensate che le trappole acquatiche siano un'invenzione dei parchi divertimento moderni, dovreste fare una gita a San Gemini, delizioso borgo medievale a circa un'ora e mezza di macchina da Roma. Qui, passeggiando tra i vicoli del centro storico, ci si imbatte nella celebre fontana pubblica che gli anziani del paese chiamano affettuosamente la 'Fontana degli Incauti'. Progettata con un bizzarro meccanismo idraulico a pressione, la cannella inganna da secoli i viandanti assetati: invece di erogare un filo d'acqua continuo e docile, rilascia uno spruzzo improvviso e angolato non appena ci si china sopra con la faccia per bere. La burla architettonica risale a tempi antichi, quando i mastri scalpellini locali decisero di punire con una sonora lavata di capo chiunque cercasse di bere senza prima raccogliere l'acqua col boccale o col palmo della mano, come imponeva l'etichetta del buon cittadino. Il malcapitato forestiero, convinto di rinfrescarsi la gola dopo una scarpinata in salita, finiva puntualmente con la camicia zuppa tra le risate complici degli abitanti affacciati alle finestre. Ancora oggi la fontana attira i turisti più curiosi, molti dei quali arrivano dalla Capitale per sperimentare di persona l'antico tranello. Se decidete di visitarla, ricordate la regola d'oro dei vecchi saggi umbri: avvicinatevi sempre con un bicchiere a portata di mano o preparatevi a un rinfrescante bucato fuori programma!

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