A Scheggino il castello salvato dalle donne: quando la Valnerina mise in fuga gli invasori a colpi di mattarello
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A Scheggino il castello salvato dalle donne: quando la Valnerina mise in fuga gli invasori a colpi di mattarello

Se pensate che le grandi battaglie della storia siano state decise soltanto da condottieri in armatura scintillante, fate un salto a Scheggino, incantevole borgo medievale della Valnerina a meno di due ore di macchina da Roma. Nel lontano 23 luglio 1522, il paese si ritrovò improvvisamente sotto assedio da parte delle milizie nemiche di Spoleto e dei castelli vicini, guidate da Petrone da Rieti. C'era però un piccolissimo dettaglio logistico: tutti gli uomini validi del borgo erano lontani nei campi per la mietitura del grano, lasciando le mura completamente sguarnite. Invece di sventolare bandiera bianca, le donne del paese presero in mano la situazione, le scuri e qualsiasi attrezzo da cucina reperibile nelle dispense. Salite sui bastioni del castello con una determinazione incrollabile, le massaie di Scheggino respinsero l'assalto rovesciando sugli ignari invasori una letale tempesta di sassi, travi, olio bollente e sonori insulti, tenendo la posizione con tale ferocia da mettere in fuga gli assalitori prima ancora del rientro dei mariti. L'impresa fu così clamorosa che il borgo decise di non dimenticarla mai più, istituendo la celebre rievocazione della Festa delle Donne. Ancora oggi, chi passeggia tra i canali d'acqua cristallina e le case in pietra di questa perla umbra può ammirare la rocca difensiva dove la diplomazia del mattarello scrisse una delle pagine più esilaranti ed eroiche del Rinascimento italiano.

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