A Spello la beffa del cane con la licenza d'asino: l'insolita tassa medievale sul miglior amico dell'uomo!
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A Spello la beffa del cane con la licenza d'asino: l'insolita tassa medievale sul miglior amico dell'uomo!

A meno di due ore di treno o macchina da Roma, nel borgo umbro di Spello, un tempo possedere un cane non era soltanto un affare di coccole e passeggiate tra vicoli fioriti, ma un vero e proprio rebus burocratico. Negli antichi statuti comunali del Quattrocento, infatti, le autorità decisero di arginare il sovraffollamento dei randagi imponendo una tassa a tutti i proprietari di quattro zampe, esentando esclusivamente gli animali 'da soma e utilità'. I cittadini più scaltri non si persero d'animo e trovarono subito il modo di aggirare l'imposta con un lampo di genio: imbragarono i propri mastini con minuscoli basti in cuoio e piccole ceste per il trasporto di legna e ortaggi. Di fronte all'ufficiale del dazio, gli spellani sostenevano impassibili che non si trattava di animali da compagnia, bensì di autentici 'micro-asini da carico' regolarmente al lavoro per la famiglia. La controversia durò mesi, tra guardie comunali costrette a pesare carichi microscopici sul dorso dei cani e cittadini pronti a giurare che il proprio fido mastino trainasse aratri in miniatura. La beffa finì registrata negli archivi storici, dimostrando che l'arte di scansare le tasse con una buona dose di fantasia appartiene da sempre al cuore d'Italia.

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