L'altopiano che si vede dal borgo di Isola Farnese era una delle città più potenti dell'Etruria: Veio, rivale di Roma per il controllo del Tevere e delle vie di comunicazione verso nord.
Dopo secoli di scontri, i Romani la misero sotto assedio nel 406 a.C. La guerra durò dieci anni, con un esercito che restava in campo anche d'inverno, cosa inedita per l'epoca. Nel 396 a.C. la città cadde per un tunnel scavato sotto le mura e per l'attacco guidato da Marco Furio Camillo.
Il territorio di Veio fu diviso e assegnato ai cittadini romani, e la città non fu più ricostruita: per questo oggi al posto dei templi si cammina tra campagne, tagli di tufo e necropoli, dentro il Parco Regionale che porta il suo nome.
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