A Tuscania il sarcofago con il cucciolo di leone: quando l'etrusco scelse il felino da salotto per l'aldilà!
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A Tuscania il sarcofago con il cucciolo di leone: quando l'etrusco scelse il felino da salotto per l'aldilà!

Se pensate che l'ossessione per gli animali domestici esotici sia un'invenzione moderna da influencer annoiato, fate un salto a Tuscania per ricredervi. Nella splendida necropoli etrusca e tra le sale del Museo Archeologico Nazionale, i nobili locali hanno dimostrato di non avere rivali in fatto di stile: sui coperchi in terracotta e tufo, i defunti sono raffigurati comodamente semisdraiati al banchetto eterno, non con la classica coppa di vino, ma accarezzando cuccioli di felini e leoni da compagnia con la naturalezza di chi tiene sulle ginocchia un barboncino. L'aristocrazia locale amava farsi immortalare nel pieno della sua vanità quotidiana, pretendendo che gli scultori cesellassero con precisione artigianale perfino le zampette e i musi dei loro bizzarri amici a quattro zampe. L'idea di fondo era semplice: presentarsi alle divinità dell'oltretomba come gentiluomini raffinati e temibili, capaci di addomesticare persino il re della savana prima di schiacciare un sonnellino millenario. Per i romani in gita fuori porta, che spesso faticano persino a gestire un gatto in appartamento, ammirare questi sarcofagi è una vera lezione di spavalderia storica. Un invito a scoprire come, già oltre due millenni fa nella Tuscia, il vero lusso non fosse sfoggiare gioielli o sontuosi cuscini di pietra, ma potersi permettere un cucciolo ruggente pronto a fare le fusa per l'eternità.

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