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A Roma c'è il colpo di sonno punito col tuffo nel sacco: l'incredibile pena del parricidio tra galli, cani e vipere!

A Roma c'è il colpo di sonno punito col tuffo nel sacco: l'incredibile pena del parricidio tra galli, cani e vipere!
A Roma la legge è sempre stata severa, ma per chi osava attentare alla vita dei propri genitori il codice penale antico riservava una fantasia degna di una commedia macabra: la celebre 'poena cullei'. Il reo non finiva semplicemente in galera, ma veniva condannato a condividere l'eternità con una combriccola decisamente poco socievole prima di essere gettato d'impeto nelle acque del Tevere. Il cerimoniale prevedeva infatti che il colpevole fosse cucito dentro un pesante sacco di cuoio impermeabile insieme a quattro coinquilini d'eccezione: un gallo infuriato, una vipera velenosa, un cane rabbioso e una scimmia dispettosa. L'idea di fondo, oltre al puro terrore, era simbolica: gli animali rappresentavano l'ingratitudine, la ferocia e l'assenza di pietà verso le divinità e la famiglia. Si narra che il baccano dentro il sacco durante il tragitto verso il fiume attirasse folle incuriosite, tra le lamentele dell'imputato e i sonori chicchirichì del pennuto. La bizzarra esecuzione, regolamentata perfino dalle leggi dei giuristi imperiali e sopravvissuta per secoli, serviva anche a garantire che il parricida non toccasse mai più la sacra terra di Roma, finendo dritto a fondo senza nemmeno l'onore di una degna sepoltura. Insomma, un monito insuperabile per far passare a chiunque la voglia di litigare sull'eredità di famiglia!

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