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A Tuscania la beffa del sarcofago dei Vip: l'aristocratico che si fece scolpire con la pancetta e senza filtri!

Se pensate che la vanità e i ritocchi d'immagine siano un'ossessione tutta contemporanea, dovreste fare una gita a Tuscania, incantevole perla della Tuscia a poco più di un'ora di auto da Roma. Nelle necropoli etrusche che circondano il borgo, in particolare quella di Madonna dell'Olivo legata alla potente famiglia dei Curunas, gli archeologi hanno fatto una scoperta che ha strappato più di un sorriso: nobili e magistrati dell'epoca che rifiutarono categoricamente ogni canone di bellezza idealizzata.
Mentre i vicini romani e i maestri greci si facevano immortalare con addominali scolpiti e profili da divinità olimpiche, i patrizi etruschi pretendevano l'esatto contrario. Sui coperchi dei sarcofagi in terracotta e nenfro, il committente pretendeva il cosiddetto 'ritratto veristico': doppio mento esibito con orgoglio, addome prominente ben adagiato sul triclinio e rughe d'espressione scolpite a regola d'arte. Per la cultura locale, mostrare la pancia florida non era motivo d'imbarazzo, ma l'indiscutibile prova visiva di un florido tenore di vita e di sontuosi banchetti quotidiani.
Oggi, passeggiando tra le sale del Museo Archeologico Nazionale di Tuscania nell'ex convento di Santa Maria delle Rose, ci si trova davanti a un vero e proprio catalogo di autenticità: una galleria di antenati placidamente sdraiati sul fianco che sembrano guardare i visitatori della domenica come a dire: 'Altro che filtri social, qui la buona forchetta si ostenta con classe!'.
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