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A Tuscania il sarcofago con il rotolo di ciccia: l'etrusco che si fece scolpire con la pancetta al vento

A Tuscania il sarcofago con il rotolo di ciccia: l'etrusco che si fece scolpire con la pancetta al vento
Chiunque viva a Roma conosce bene la sensazione di aver esagerato con amatriciane e supplì prima della prova costume. Ebbene, gli antichi abitanti della Tuscia avevano risolto il dilemma con largo anticipo e senza alcuna vergogna: esibendo i rotoli di adipe con fiero orgoglio nobiliare. Nel Museo Archeologico Nazionale di Tuscania, a circa un'ora e mezza di macchina dalla Capitale, è infatti custodita la celebre serie dei sarcofagi in terracotta della famiglia Treptie (databili intorno al II secolo a.C.). Tra questi spicca una figura maschile sdraiata sul letto da banchetto che ha fatto sorridere generazioni di archeologi: lo scultore ha riprodotto con impietoso realismo un'addome prominente, solcato da pieghe adipose modellate nell'argilla con minuziosa cura. L'antico nobile non solo non chiese di essere 'ritoccato', ma pretese che la sua abbondanza venisse immortalata per l'eternità. Nel mondo etrusco dell'epoca, infatti, avere la pancia non era affatto un difetto da nascondere con tuniche larghe, bensì il massimo simbolo di opulenza: significava poter banchettare ogni giorno senza doversi spaccare la schiena nei campi. Un autentico monumento al relax e alla buona forchetta che fa sentire ogni gitante romano assolutamente a casa.

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